Devo confessarvi che la cucina non è la mia unica grande passione: essa, infatti, viene affiancata da un'altra altrettanto profonda, la lettura.
Credo che niente come la lettura sia in grado di risvegliare in noi quel lato sognante, fantasioso, denso di desideri, di passioni e di immaginazione che crediamo inaridirsi in noi una volta superata la soglia che segna la fine dell'adolescenza. Quando ci immergiamo completamente in un libro siamo in grado di dimenticare completamente il mondo che ci circonda, per immergerci negli abissi più profondi e misteriosi che si celano tra quelle pagine. La mia idea geniale, quindi, è stata questa: perchè non conciliare queste mie due grandissime passioni?
Per questo motivo ho intenzione di suggerirvi delle letture che mi hanno particolarmente colpita, interessato o che hanno risvegliato in me delle emozioni intense. Queste letture, ovviamente, avranno la cucina e il cibo come punto di partenza, ma da essi si discosteranno anche leggermente, per abbracciare temi più “universali” e “umani”.
Il libro che vorrei proporre oggi è “Kitchen” della scrittrice giapponese Banana Yoshimoto.In Italia il libro è edito da Feltrinelli.
La prima impressione che ebbi anni fa leggendo il libro fu quella di un fiore di ciliegio che cade dolcemente al suolo, dopo essersi staccato dal ramo. Di una delicatezza e di una tristezza infinite.
“Non c'è posto al mondo che io ami più della cucina. Non importa dove si trova, com'è fatta: purchè sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene. Se possibile le preferisco funzionali e vissute. Magari con tantissimi strofinacci asciutti e puliti e le piastrelle bianche che scintillano. Anche le cucine incredibilmente sporche mi piacciono da morire. Mi piacciono col pavimento disseminato di pezzettini di verdura, così sporche che la suola delle pantofole diventa subito nera, e grandi, di una grandezza esagerata. Con un frigo enorme pieno di provviste che basterebbero tranquillamente per un intero inverno, un frigo imponente, al cui grande sportello metallico potermi appoggiare. E se per caso alzo gli occhi dal fornello schizzato di grasso o dai coltelli un po' arrugginiti, fuori le stelle che splendono tristi.”
Kitchen è un romanzo che insieme alla passione di Mikage per le cucine (e per il cibo, sul quale essa deciderà di fondare il proprio futuro...) narra la solitudine dei personaggi che orbitano attorno alla ragazza.
La straordinaria capacità narrativa dell'autrice riesce a creare, pagina dopo pagina, un'atmosfera unica, magica, quasi incantata: anche chi non è esperto di cultura giapponese, in breve tempo vi si troverà immerso completamente, e suo malgrado, rapito.
La delicatezza incredibile della narrazione, dei gesti cortesi e cerimoniosi dei personaggi, tipici della cultura nipponica, creano un contrasto fortissimo con la loro solitudine e con la tristezza degli eventi narrati anch'essi senza mai cadere nel banale o nel melodrammatico.
Insomma, siamo di fronte ad un romanzo delicatissimo, che risulterà graditissimo sia agli appassionati di cucina, sia a chi è semplicemente interessato a leggere qualcosa di straordinariamente diverso ed indimenticabile.



Innanzitutto porre la farina, il lievito e il sale in una terrina abbastanza capiente e amalgamare. Successivamente aggiungere il latte. Per quanto riguarda le uova, si possono seguire due differenti opzioni: 
